IL MINISTRO DELLA SANITA'

VISTA la documentata istanza con la quale il rappresentante legale della "Associazione Nazionale per l'Assistenza ai figli minorati di dipendenti ed ex dipendenti militari e civili del Ministero della Difesa", con sede in Roma, riconosciuta giuridicamente con DPR 16 dicembre 1982, ha chiesto l'approvazione delle modifiche del proprio statuto sociale;
VISTO il verbale dell'11 novembre 1988 con il quale il Comitato Nazionale del suddetto ente ha deliberato le summenzionate modifiche statutarie;
VISTO il verbale dell'11 febbraio 1999 con il quale, in ottemperanza a rilievi formulati da questo Ministero con no-ta n.1988/SOBP/3/3/22.03/983 del 15 dicembre 1988, il Comitato Nazionale dell'ente medesimo ha modificato gli artt.9, 10, 19, 20 e 26 del nuovo testo di statuto;
VISTO il parere favorevole espresso dal Prefetto di Roma;
VISTO l'art.16 del codice civile e l'art.4 delle disposizioni per l'attuazione del codice medesimo;
VISTA la legge 13 marzo 1958, n296;
VISTO l'articolo 5, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1994, n. 196, e successive modificazioni;
VISTO il proprio decreto in data 27 dicembre 1996, n. 704;
VISTO l'art. 2 del proprio decreto in data 21 dicembre 1998;
VISTO l'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modifiche ed integrazioni;

DECRETA

sono approvate le modificazioni dello statuto sociale dell'Associazione Nazionale per l'Assistenza ai figli minorati di dipendenti ed ex dipendenti militari e civili del Ministero della Difesa, di cui all'allegato testo -che forma parte integrante del presente decreto - composto di 30 articoli, debitamente vistato.
Il presente decreto sarà pubblicato, in sunto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Roma 8 aprile 1999
p.IL MINISTRO         
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
( Sen. Monica Bettoni Brandanti)





STATUTO ANAFIM



Art.1

Denominazione e Scopi

  1. L'ANAFIM, “Associazione Nazionale per l'assistenza ai figli minorati dei dipendenti ed ex dipendenti militari e civili del Ministero della Difesa” - Associazione con personalità giuridica (1), che nel seguito del presente Statuto viene indicata con il solo termine Associazione - è una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), appositamente costituita tra dipendenti ed ex dipendenti militari e civili della Difesa iscritti come Soci ordinari, con lo scopo di svolgere attività di assistenza, di protezione sociale ed anche attività sportive culturali e ricreative, in favore dei figli, coniugi e fratelli - portatori di disabilità - dei dipendenti ed ex dipendenti del Ministero della Difesa, nonché degli stessi appartenenti al Ministero della Difesa, ove essi stessi colpiti da disabilità.
  2. L'assistenza può essere estesa ai soli figli delle altre categorie di Soci, previa autorizzazione del Comitato Nazionale, su richiesta del Consiglio Direttivo delle Sezioni locali.
  3. L'Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei settori dell'assistenza sociale e socio sanitaria, della istruzione e formazione, dello sport dilettantistico, della tutela dei diritti civili e della ricerca scientifica mediante:
    1. la diffusione di notizie relative all'educazione sanitaria ed alla prevenzione delle condizioni di disabilità, anche mediante la pubblicazione di un giornale periodico;
    2. l'organizzazione di ambulatori per visite mediche e terapia riabilitativa e la realizzazione di centri di accoglienza;
    3. la promozione di ogni iniziativa volta a favorire il benessere morale e fisico degli assistiti ed il loro precoce recupero per l'inserimento nella vita sociale;
    4. la promozione di attività sportiva dilettantistica anche a fini terapeutici;
    5. la promozione di iniziative di carattere ricreativo e culturale;
    6. l'attività di volontariato prestata dai propri Soci per fini di solidarietà sociale;
    7. l'organizzazione e la gestione di corsi di formazione professionale ai sensi della legge-quadro in materia di formazione professionale 845/1978 e normativa collegata;
    8. lo svolgimento delle attività direttamente connesse o accessorie per natura a quelle statutarie in quanto integrative delle stesse.
  4. L'Associazione non può svolgere attività diverse da quelle indicate al comma 3) del presente articolo, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
  5. L'Associazione, per il raggiungimento dei propri fini, stabilisce e mantiene contatti con i competenti Organi delle Amministrazioni statali, regionali e comunali, nonché con qualsiasi Associazione o Ente che abbia finalità analoghe a quelle proprie.
  6. L'Associazione, in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, fa seguire alla propria ragione sociale l'acronimo "ONLUS" o la locuzione "Organizzazione non lucrativa di utilità sociale".
  7. Entro 3 mesi dall’approvazione del presente Statuto da parte dell’Assemblea Generale dei Soci, il Comitato Nazionale – con le modalità previste al comma 10) dell’articolo 14 - approva i seguenti Regolamenti attuativi:
    1. “Regolamento delle procedure”;
    2. “Regolamento di amministrazione e contabilità”.
____________________________________________
(1 ) L’Associazione è stata giuridicamente riconosciuta con D.P.R. 16 dicembre 1982

Art.2

Sede e articolazione sul territorio

  1. L’Associazione, che si articola in Sezioni locali distribuite sul territorio nazionale, ha sede legale in Roma.
  2. Su richiesta di almeno 45 Soci ordinari, può essere presentato al Comitato Nazionale un progetto articolato e documentato finalizzato all’istituzione di una nuova sede locale in un capoluogo di Provincia, ovvero in una località in cui sia ubicato un importante Ente militare. Il Comitato Nazionale, previa valutazione dei titoli e della documentazione presentati a corredo della richiesta, la sottopone all’approvazione dell’Assemblea Generale dei Soci.
  3. Ove la consistenza di una Sezione locale scenda stabilmente e per un periodo continuativo di diciotto mesi al di sotto di 40 iscritti nella categoria dei Soci ordinari, su proposta del Comitato Nazionale e d’intesa con il Consiglio Direttivo della Sezione medesima, l’Assemblea generale dei Soci ne delibera la chiusura e il Comitato Nazionale adotta i provvedimenti necessari per il trasferimento delle strutture e dei beni alla Sezione locale territorialmente più vicina.

Art.3


Patrimonio e mezzi finanziari

  1. Il patrimonio dell'Associazione è costituito dai beni immobili e mobili di cui dovesse acquistare la proprietà, utilizzando a tal fine elargizioni, lasciti, donazioni, e ogni altra entrata destinata ad incrementarlo.
  2. Al perseguimento delle finalità istituzionali l'Associazione provvede con entrate derivanti:
    1. dalle rendite patrimoniali;
    2. dalle quote sociali e dalle altre contribuzioni straordinarie dei Soci;
    3. dagli eventuali contributi o sovvenzioni delle Amministrazioni statali e di altri Enti;
    4. da ogni altra entrata non destinata ad incrementare il patrimonio.
  3. La gestione del patrimonio e delle risorse finanziarie è disciplinata dal “Regolamento di amministrazione e contabilità”.

Art.4


Esercizio finanziario

  1. L'esercizio finanziario dell'Associazione è annuale e decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre.
  2. Annualmente l'Associazione redige il bilancio di previsione ed il Conto consuntivo.

Art.5


Soci

  1. L’Associazione si compone di:
    1. Soci ordinari;
    2. Soci sostenitori;
    3. Soci aggregati.
  2. Possono chiedere l’ammissione a “Socio Ordinario” tutti i dipendenti o ex dipendenti militari e civili dell’Amministrazione della Difesa, nonché i loro genitori, coniugi, sorelle/fratelli, vedove/i, nonché figli e orfani maggiorenni ed i conviventi.
  3. Nella categoria dei dipendenti ed ex dipendenti militari non rientrano coloro che hanno assolto soltanto gli obblighi di leva (o ferma annuale) sia come militari semplici sia come ufficiali.
  4. Possono chiedere di essere ammessi nella categoria dei “Soci Sostenitori” le persone fisiche purché maggiorenni, anche estranee all’Amministrazione della Difesa nonché gli Enti che si impegnino a versare un contributo annuo non inferiore a tre quote associative annuali del Socio ordinario.
  5. Uno speciale status di “Socio Aggregato” è riconosciuto alle persone fisiche purché maggiorenni e alle persone giuridiche, che cooperino allo sviluppo ed all’attuazione dei programmi dell’Associazione con contributi annuali o di modesta entità e/o prestazioni volontarie in qualsiasi campo di attività dell’Associazione, purché il contributo e le prestazioni equivalgano almeno alla quota annuale del Socio ordinario. La consistenza numerica dei Soci Aggregati iscritti in ogni Sezione locale non può superare l'80% del totale di quelli iscritti come Soci Ordinari nella medesima Sezione.
  6. La domanda di iscrizione a Socio è presentata alla Sezione locale del Comune di residenza o, in difetto, a quella più vicina; l’ammissione a Socio è deliberata dal Consiglio Direttivo di Sezione e comunicata immediatamente al Segretario del Comitato Nazionale.
  7. Il Consiglio Direttivo di Sezione può deliberare altresì di riconoscere la qualifica di benemerenza al Socio che, mediante prestazioni e contributi di cospicua entità, abbia cooperato o cooperi in maniera significativa allo sviluppo ed alla attuazione dei programmi dell’Associazione.
  8. I Segretari delle Sezioni locali curano l’aggiornamento dell'elenco dei Soci iscritti alla propria Sezione, distinti per categoria e con specifica annotazione ove un Socio risulti moroso. Una copia dell’elenco aggiornato viene trasmessa con cadenza semestrale al Segretario del Comitato Nazionale, che, sulla base di essi, provvede ad aggiornare l'elenco generale dei Soci iscritti all’Associazione. Tali elenchi sono a disposizione rispettivamente dei Presidenti di Sezione e del Comitato Nazionale, in particolare per la verifica dei poteri in occasione delle Assemblee di Sezione e della Assemblea Nazionale.
  9. A tutela dei dati personali, i Soci e quanti altri - in relazione alle finalità ed attività di cui all’articolo 1 - hanno contatti con l'Associazione, riceveranno all'atto dell'iscrizione o dell'inizio del rapporto di collaborazione, fornitura consulenza, lavoro occasionali ecc., una informativa scritta sull'uso che l'ANAFIM farà dei loro dati personali, sulle conseguenze di un eventuale rifiuto a rispondere ed ove necessario verrà richiesto il consenso.

Art.6


Diritti e doveri dei Soci

  1. I Soci, a qualsiasi categoria appartengano:
    1. hanno diritto di partecipare all’Assemblea di Sezione alla quale sono iscritti e all’Assemblea Generale dell’Associazione;
    2. godono del diritto di voto attivo e passivo nelle modalità e alle condizioni disciplinate dal presente Statuto;
    3. hanno altresì diritto di usufruire del materiale tecnico, scientifico e bibliografico dell’Associazione e di riceverne le pubblicazioni sociali.
  2. Tutti i Soci hanno l'obbligo di:
    1. versare le quote associative; tuttavia, gli assistiti, ove iscritti come Soci, sono esonerati dal pagamento delle stesse ma possono volontariamente imporsi di corrisponderle;
    2. osservare le disposizioni statutarie e regolamentari, nonché le deliberazioni delle Assemblee e degli altri Organi sociali;
    3. cooperare, nei limiti delle proprie possibilità, al potenziamento morale e materiale dell'Associazione.
  3. In caso di morosità, i diritti di voto attivo e passivo sono sospesi finché il Socio non risulti essersi messo in regola con il versamento delle quote associative, anche pregresse.
  4. Le cariche sociali sono riservate ai soci ordinari maggiorenni in regola con i versamenti delle quote associative, anche pregresse, nonché ai soci benemeriti e sostenitori in possesso dei requisiti dei soci ordinari

Art.7


Perdita dello status di socio

  1. La qualità di Socio si perde:
    1. per decesso;
    2. per recesso unilaterale dell’iscritto;
    3. per decadenza, trascorso un periodo di due anni consecutivi di morosità nel pagamento della quota associativa;
    4. per espulsione, a causa di indegnità.
  2. Il provvedimento di espulsione è adottato dal Comitato Nazionale, su iniziativa dello stesso ovvero su proposta del Consiglio Direttivo di Sezione e comunicato tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’interessato, il quale, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, può ricorrere al Collegio dei Probiviri. Per il successivo esame e la definizione del caso, si segue l’iter all’uopo previsto nel “Regolamento delle procedure”.

Art.8


Organi sociali

  1. Gli Organi locali dell’Associazione sono:
    1. l’Assemblea dei Soci di Sezione;
    2. il Consiglio Direttivo di Sezione;
    3. il Presidente di Sezione.
  2. Gli Organi nazionali dell’Associazione sono:
    1. l’Assemblea Generale;
    2. il Consiglio Nazionale;
    3. il Comitato Nazionale;.
    4. il Presidente Nazionale;
    5. il Collegio dei Sindaci;
    6. il Collegio dei Probiviri.

Art.9


Assemblea dei Soci di Sezione

  1. L’Assemblea dei Soci di Sezione si riunisce in seduta ordinaria almeno due volte l’anno.
  2. Si riunisce in seduta straordinaria ogni qualvolta lo richieda il Comitato Nazionale o almeno un decimo dei Soci della Sezione con diritto di voto.
  3. E’ convocata, anche fuori dalla sede sociale, dal Presidente di Sezione, mediante invio ai Soci, anche via e-mail, ovvero mediante affissione nell’albo dell’Associazione, dell’avviso di convocazione contenente l’ordine del giorno, da effettuarsi almeno 15 giorni prima di quello fissato per la riunione. In caso di urgenza, può essere convocata con un preavviso di soli 5 giorni.
  4. E’ presieduta dal Presidente di Sezione.
  5. L'Assemblea dei Soci di Sezione:
    1. elegge i cinque membri del Consiglio Direttivo di Sezione;
    2. delibera il bilancio di previsione e il conto consuntivo di Sezione, predisposti dal Consiglio Direttivo;
    3. ai sensi dell’art. 2540 del Codice civile, elegge i propri rappresentanti all’Assemblea Generale, in ragione di un delegato per ogni quaranta Soci della Sezione con diritto di voto; la frazione residua pari o superiore a venti, dà titolo ad un delegato;
    4. delibera altresì in merito ai programmi di attività della Sezione nonché sulle altre materie poste all'ordine del giorno;
    5. si esprime, con un parere vincolante da affidare ai delegati eletti all'Assemblea Generale, sulle proposte di modifica dello Statuto.
  6. Ciascun Socio, con diritto di voto, producendo apposita delega scritta da conservarsi agli atti, può rappresentare fino ad un massimo di altri cinque Soci della Sezione, anch’essi con diritto di voto.
  7. La riunione è valida quando vi abbiano partecipato, in prima convocazione almeno la metà dei Soci con diritto di voto; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei Soci partecipanti con diritto di voto.
  8. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei votanti.
  9. Le votazioni sono sempre palesi; si procede, invece, a scrutinio segreto nel caso si voti per il rinnovo degli Organi sociali o per la designazione dei delegati all’Assemblea Nazionale.

Art.10


Assemblea dei Soci di Sezione

  1. Il Consiglio Direttivo di Sezione si compone di cinque componenti eletti dall'Assemblea fra i Soci della Sezione.
  2. Alla prima riunione, che dovrà svolgersi entro 15 giorni dall'avvenuta elezione, elegge al suo interno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere. L’Ufficio di Tesoriere può essere affidata al Segretario.
  3. Spetta al Consiglio Direttivo:
    1. amministrare la Sezione, uniformando la propria azione alle direttive del Comitato Nazionale;
    2. svolgere concreta attività per il raggiungimento dei fini statutari nei limiti degli stanziamenti del bilancio di previsione e in armonia con gli indirizzi generali deliberati dall’Assemblea Generale dei Soci e dal Comitato Nazionale;
    3. definire la data e l’ordine del giorno per la convocazione sia in seduta ordinaria che straordinaria dell'Assemblea di Sezione;
    4. predisporre i documenti del bilancio preventivo e del conto consuntivo della Sezione, da sottoporre - corredati da una relazione illustrativa redatta dal Tesoriere - alla deliberazione dell’Assemblea di Sezione;
    5. dare attuazione alle delibere dell’Assemblea di Sezione, che non siano contrarie allo Statuto, ai Regolamenti attuativi ed alle deliberazioni degli Organi nazionali;
    6. proporre, ai sensi del comma 2) dell’articolo 7, l’adozione di eventuali provvedimenti di espulsione;
    7. segnalare al Comitato Nazionale il verificarsi delle condizioni di cui al comma 3) dell’articolo 2, che disciplina l’iter per la chiusura della propria Sezione.

Art.11


Presidente di Sezione

  1. Il Presidente di Sezione, nei casi previsti ai commi 1) e 2) dell’articolo 9, convoca l’Assemblea di Sezione e la presiede.
  2. Coordina il Consiglio Direttivo di Sezione nello svolgimento delle attività di competenza e ne presiede le riunioni.
  3. Controlla l’attività contabile e finanziaria del Tesoriere di Sezione, e con cadenza trimestrale trasmette al Tesoriere Nazionale, anche via e-mail, la documentazione contabile da lui predisposta.
  4. Inoltre, trasmette, anche via e-mail, al Presidente Nazionale tutti gli atti riguardanti l’attività della Sezione, tra i quali in particolare:
    1. copia del verbale della elezione agli Uffici di Vice Presidente, Segretario e Tesoriere tra i componenti del Consiglio direttivo;
    2. i documenti del bilancio preventivo e del conto consuntivo deliberati dall’Assemblea di Sezione;
    3. il verbale di elezione dei Soci delegati, ai fini dell’accreditamento alla Assemblea Generale;
    4. il parere formulato dall’Assemblea di Sezione in ordine alle proposte di modifiche allo Statuto;
    5. con cadenza semestrale, l'elenco aggiornato dei Soci iscritti alla Sezione, suddivisi per categoria e con specifica annotazione ove un Socio risulti moroso, tenuto dal Segretario.
  5. Cura i rapporti con gli altri Organi nazionali.
  6. Partecipa di diritto alle riunioni del Consiglio Nazionale.

Art.12


Assemblea Generale dei Soci

  1. L’Assemblea Generale è la riunione di tutti i Soci a qualsiasi categoria appartengano.
  2. Si riunisce in seduta ordinaria una volta l’anno per deliberare, sentita la relazione dei Sindaci, il bilancio di previsione e il conto consuntivo dell’Associazione.
  3. Si riunisce in seduta straordinaria:
    1. per il rinnovo del Comitato Nazionale, del Collegio dei Sindaci e del Collegio dei Probiviri, alla cui elezione si procederà sulla base delle candidature presentate alla Presidenza dell’Assemblea;
    2. su decisione del Comitato Nazionale o su richiesta scritta dei 2/3 dei Soci con diritto di voto, per deliberare su proposte di modifiche allo Statuto.
  4. Ai sensi dell’art. 2, spetta altresì all'Assemblea Generale, su proposta del Comitato Nazionale, deliberare sulla costituzione di una nuova Sezione locale, e sulla chiusura di una Sezione già costituita.
  5. L’Assemblea Generale delibera in ogni caso sugli indirizzi generali delle attività della Associazione illustrati e proposti dal Presidente Nazionale e sulle altre materia poste all’ordine del giorno.
  6. L’Assemblea Generale è convocata dal Presidente Nazionale, mediante invio ai Presidenti di Sezione, anche via e-mail, dell’avviso di convocazione contenente l’ordine del giorno, da effettuarsi almeno 15 giorni prima di quello fissato per la riunione. In caso di urgenza, può essere convocata con un preavviso di soli 5 giorni.
  7. Sugli argomenti all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale il voto è riservato ai delegati eletti, ai sensi dell’art. 2540 c.c., da ogni Assemblea di Sezione ed accreditati con formale atto trasmesso, ai sensi del comma 4) dell’articolo 11, dai Presidenti di Sezione.
  8. L’Assemblea Generale è presieduta da un Presidente eletto tra i Soci presenti alla riunione con diritto di voto che non rivestano cariche sociali.
  9. La riunione è valida quando vi abbiano partecipato, in prima convocazione almeno la metà dei delegati accreditati dalle Sezioni locali; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei delegati partecipanti.
  10. Tutte le deliberazioni sono prese a maggioranza dei votanti, esclusa la votazione per l’approvazione delle modifiche allo Statuto nonché per la costituzione di una nuova Sezione locale e sulla chiusura di una Sezione già costituita, per le quali è richiesta la maggioranza assoluta dei delegati accreditati.
  11. Le votazioni sono sempre palesi; si procede, invece, a scrutinio segreto nel caso si voti per il rinnovo degli Organi sociali.

Art.13


Consiglio Nazionale

  1. Il Consiglio Nazionale è costituito dai Presidenti di Sezione.
  2. E' un organo consultivo, che si riunisce normalmente per esprimersi sui criteri e gli indirizzi generali di gestione e su argomenti di particolare rilevanza per la vita e lo sviluppo dell’Associazione sottoposti alla sua attenzione dal Comitato Nazionale.
  3. Il Consiglio Nazionale è convocato, di norma almeno una volta all’anno, dal Presidente Nazionale, che ne presiede le riunioni.
  4. Può essere convocato, in via straordinaria, su richiesta scritta della maggioranza dei Presidenti di Sezione ovvero su decisione del Comitato Nazionale.
  5. Il Consiglio Nazionale può essere invitato alle riunioni del Comitato Nazionale, senza diritto di voto.
  6. Il Presidente di Sezione, nel caso di motivato impedimento, può farsi rappresentare dal Vice Presidente o, nel caso che anche quest'ultimo non possa, da altro componente del Consiglio Direttivo della propria Sezione da lui delegato.

Art.14


Comitato Nazionale

  1. Il Comitato Nazionale è costituito da nove Consiglieri, eletti dall'Assemblea Generale fra i suoi componenti e dura in carica tre anni. I Consiglieri sono rieleggibili
  2. La carica di Consigliere nazionale non è compatibile con quella di Presidente in sede locale.
  3. Al Consigliere dimissionario subentra, previa verifica del verbale dell’Assemblea Generale da parte del Comitato stesso, il primo nella lista dei candidati risultato non eletto. Nel caso di dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, il Presidente Nazionale convoca, entro 60 giorni, l’Assemblea Generale dei Soci per procedere al rinnovo dell’intero Organo.
  4. Alla prima riunione, che dovrà svolgersi entro 15 giorni dall'avvenuta elezione, il Comitato elegge al suo interno il Presidente Nazionale, il Vice Presidente Nazionale, il Segretario Nazionale ed il Tesoriere Nazionale. L’Ufficio di Tesoriere può essere affidato al Segretario.
  5. Al Comitato Nazionale, investito di tutti i poteri per il raggiungimento dei fini statutari, spetta:
    1. determinare l'ammontare delle quote associative dei Soci ordinari, attualmente pari a euro trenta;
    2. proporre le modifiche statutarie nonché la costituzione di una nuova Sezione locale ovvero la chiusura di una Sezione esistente;
    3. deliberare e modificare i Regolamenti attuativi di cui al comma 7) dell’articolo 1;
    4. accettare lasciti e donazioni;
    5. deliberare i bilanci preventivi e consuntivi generali dell’Associazione riflettenti le gestioni della sede Nazionale e delle singole Sezioni, predisposti dal Tesoriere Nazionale, da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea Generale;
    6. definire gli indirizzi generali per la funzionalità e lo sviluppo dell'Associazione e adottare le necessarie determinazioni operative, tenendo conto anche dei pareri espressi dal Consiglio Nazionale;
    7. correlare ogni risorsa della Associazione al diretto ed esclusivo perseguimento delle finalità statutarie come definite all’articolo 1.
  6. Il Comitato Nazionale è convocato, di norma, due volte l’anno dal Presidente Nazionale, che ne presiede le riunioni.
  7. Viene altresì convocato tutte le volte che il Presidente Nazionale lo ritenga opportuno ovvero su richiesta di almeno tre Consiglieri.
  8. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della maggioranza dei Consiglieri.
  9. La validità è accertata all'inizio della seduta ed è efficace per tutta la sua durata purché il numero dei presenti, comprese le deleghe, rappresenti la maggioranza dei Consiglieri. E’ ammessa una sola delega per ciascun Consigliere. Non è ammessa la delega per due riunioni successive.
  10. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei votanti. Per l’approvazione dei Regolamenti attuativi e delle loro modifiche è necessaria la maggioranza assoluta dei Consiglieri, senza computare le deleghe, previo parere conforme del Consiglio nazionale. In caso di parità, è determinante il voto del Presidente.

Art.15


Presidente Nazionale

  1. Il Presidente Nazionale rappresenta a tutti gli effetti l’Associazione nei confronti dei Soci e dei terzi, nonché in giudizio.
  2. Le funzioni di Presidente Nazionale non possono essere svolte per più di due mandati consecutivi.
  3. In caso di assenza o di impedimento è sostituito, con apposita delega, dal Vice Presidente Nazionale.
  4. Coordina il Comitato Nazionale nello svolgimento delle attività di competenza e ne presiede le riunioni.
  5. Al Presidente Nazionale spetta altresì:
    1. convocare, nei casi previsti all’articolo 12, l’Assemblea Nazionale;
    2. impartire le disposizioni per l'attuazione delle delibere del Comitato Nazionale;
    3. gestire i fondi e i beni mobili ed immobili dell'Associazione non di pertinenza delle Sezioni, attenendosi alle delibere del Comitato Nazionale;
    4. sottoporre alla ratifica del Comitato Nazionale i provvedimenti adottati sotto la propria responsabilità per urgenti ed impreviste necessità;
    5. provvedere, nei casi e nelle modalità previste dalla legislazione in vigore, al deposito dei bilanci consuntivi generali dell’Associazione nonché alla registrazione delle modifiche allo Statuto, trasmettendo agli Organi competenti i relativi atti deliberati dall’Assemblea generale dei Soci.

Art.16


Uffici del Comitato Nazionale

  1. Il VICE PRESIDENTE NAZIONALE:
    1. è eletto dal Comitato Nazionale tra i propri componenti. In ogni caso le funzioni di Vice Presidente non possono essere svolte per più di due mandati consecutivi;
    2. in caso di assenza o di impedimento, sostituisce il Presidente Nazionale, svolgendone le funzioni indicate nel formale atto di delega.
  2. Il SEGRETARIO NAZIONALE:
    1. è eletto dal Comitato Nazionale;
    2. redige i verbali delle riunioni del Comitato Nazionale e dell'Assemblea Generale, verificando altresì - per quanto di competenza - il rispetto dei titoli e dei quorum, indicati dallo Statuto e dai Regolamenti attuativi; e ne cura la tenuta nell’Archivio dell’Associazione;
    3. sulla base degli elenchi trasmessi semestralmente dalle Sezioni locali, custodisce e aggiorna l'elenco generale dei Soci, suddivisi per categoria, registrando l’annotazione relativa agli iscritti risultanti morosi;
    4. cura la corrispondenza ufficiale dell'Associazione e del Comitato Nazionale;
    5. ove in possesso di specifici requisiti di professionalità, il Comitato Nazionale, a maggioranza assoluta dei componenti, computando tra i voti le deleghe, può deliberare di affidargli anche l’Ufficio di Tesoriere.
  3. IL TESORIERE NAZIONALE:
    1. è eletto dal Comitato Nazionale tra i propri componenti in possesso di specifici requisiti di professionalità;
    2. cura e controlla, per quanto di competenza, l'amministrazione finanziaria dell'Associazione;
    3. su mandato del Comitato Nazionale, si occupa, in particolare, delle riscossioni e dei pagamenti, provvedendo alla loro registrazione;
    4. controfirma i provvedimenti adottati, sotto la propria responsabilità, dal Presidente Nazionale per urgenti ed impreviste necessità e li sottopone alla ratifica del Comitato Nazionale, provvedendo successivamente alla loro registrazione;
    5. cura la corretta tenuta dei libri contabili;
    6. riceve la documentazione contabile trasmessa con cadenza trimestrale, anche via e-mail, dalle Sezioni locali, inoltrandola al Collegio dei Sindaci per il controllo di competenza e, previo avviso favorevole dell’Organo di controllo, provvede alla sua registrazione nei libri contabili;
    7. ogni anno, predispone e sottoscrive il bilancio consuntivo generale, contenente tra le sue poste lo stato patrimoniale dell’Associazione, nonché il bilancio preventivo generale dell’Associazione, riflettenti rispettivamente le gestioni e le indicazioni progettuali sia della sede Nazionale che delle Sezioni locali. Detti documenti contabili, corredati da apposita relazione illustrativa, sono sottoposti all’esame del Comitato Nazionale non oltre due mesi dalla convocazione dell’Assemblea Generale per l’esame e l‘approvazione dei bilanci dell’Associazione;
    8. riferisce sulla propria attività ogni volta ne venga richiesto dal Comitato Nazionale.

Art.17


Collegio dei Sindaci

  1. Il Collegio dei Sindaci è costituito da tre componenti effettivi (di cui uno con la qualifica di dottore commercialista) e da due supplenti, individuati tra soggetti anche non iscritti all’Associazione, ma in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza. I componenti del Collegio sono eletti dall'Assemblea Generale, durano in carica un triennio e sono rieleggibili.
  2. Non possono ricoprire l’incarico - e, se eletti, decadono dall'ufficio - i soggetti legati alla Associazione da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l'indipendenza.
  3. I Sindaci sono tenuti a partecipare alle riunioni delle Assemblee Generali e del Comitato Nazionale, pena la decadenza ove risultino assenti, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive nel corso dello stesso esercizio sociale.
  4. In caso di decadenza o di dimissioni volontarie, i Sindaci vengono sostituiti secondo l’iter indicato nel “Regolamento delle procedure”.
  5. I Sindaci eleggono tra loro il Presidente del Collegio.
  6. I Sindaci vigilano sull’osservanza della legge e delle finalità dello Statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.
  7. Il Collegio dei Sindaci, in esito alle verifiche effettuate sulla gestione economico-finanziaria dell'Associazione, esprime per iscritto il proprio avviso sulla correttezza dei documenti contabili e sulla legittimità degli atti amministrativi, in particolare:
    1. sulle scritture contabili e sulla consistenza finanziaria della Sede Nazionale:
    2. sulla documentazione contabile trasmessa con cadenza trimestrale, anche via e-mail, dalle Sezioni locali e inoltrata dal Tesoriere Nazionale;
    3. sui bilanci preventivi e consuntivi generali presentati dal Comitato Nazionale, sottoscrivendo apposita relazione a corredo;
    4. sulla corrispondenza delle spese alle delibere ed alle ratifiche del Comitato Nazionale.
  8. Ai sensi del comma 5 dell’art. 20bis del D.P.R. n. 600/73, qualora i proventi dell’attività complessiva superino per due anni consecutivi l'ammontare di € 1.032913,80, aggiornato annualmente secondo le modalità previste dall'art.1.3 della legge 398/91, la relazione del Collegio dei Sindaci allegata ai documenti di bilancio ai sensi del comma7), lettera c) del presente articolo, deve essere sottoscritta da almeno un revisore iscritto nel registro dei “Revisori contabili”.

Art.18


Collegio dei Probiviri

  1. Il Collegio dei Probiviri è costituito da tre componenti effettivi e due supplenti, fra i Soci che non rivestano altre cariche sociali e in possesso di specifici requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza. I componenti del Collegio sono eletti dall'Assemblea Generale, durano in carica un triennio e sono rieleggibili.
  2. In caso di dimissioni, i Probiviri vengono sostituiti secondo l’iter indicato nel “Regolamento delle procedure”.
  3. Fermi restando i diritti delle parti e la competenza del giudice naturale, il Collegio dei Probiviri esamina le controversie insorte tra i Soci e tra questi e l'Associazione o i suoi Organi, ai fini dell'eventuale bonario componimento delle stesse.
  4. Il Collegio esamina altresì eventuali ricorsi esperiti avverso un provvedimento di espulsione adottato dal Comitato Nazionale ai sensi del comma 2) dell’articolo 7.
  5. Ove investito delle fattispecie indicate ai commi 3) e 4) del presente articolo, per la definizione del caso il Collegio segue l’iter indicato nel “Regolamento delle procedure”.

Art.19


Destinazione delle risorse

  1. Tutte le cariche sociali sono a titolo gratuito.
  2. L'Associazione destina le risorse, compresi gli utili e gli avanzi di gestione, esclusivamente al perseguimento delle finalità e alla copertura delle spese sostenute per lo svolgimento delle attività statutarie e di quelle ad esse direttamente connesse.
  3. Conseguentemente, all'Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura.
  4. Per le prestazioni offerte dai Soci nei vari campi di attività dell'Associazione a titolo di volontariato, essi non ricevono retribuzioni ma solo un rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, nei limiti preventivamente stabiliti dal Comitato Nazionale, e in ogni caso nel rispetto dei vincoli e della documentazione contabile - fiscale indicati dal “Regolamento di amministrazione e contabilità”.

Art.20


Durata ed estinzione dell’Associazione

  1. L’Associazione è costituita senza limitazioni di durata nel tempo.
  2. In caso di scioglimento, per qualunque causa, deliberato dall’Assemblea Generale nelle forme e con i vincoli previsti dal Codice civile, l'Associazione ha l'obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) o a fini di pubblica utilità, sentito l'Organismo di controllo di cui all'art.3, comma190), della legge 23 Dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art.21


Rinvio al Codice civile

Per quant’altro non espressamente contemplato nel presente Statuto, valgono le disposizioni contenute nel Libro I del codice civile e, in subordine, quelle contenute nel Libro V del codice civile.

Art.22


Entrata in vigore dello Statuto

Il presente Statuto entra in vigore alla data della sua approvazione da parte dell’Assemblea Generale dei Soci. Dalla stessa data cessano gli effetti del previgente Statuto, nel testo risultante dalla delibera dall’Assemblea Generale dei Soci in data 5 giugno 1998, approvato con decreto del Ministero della Sanità in data 20 aprile 1999 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 1999.




Approvato in data 26/04/2016 e registrato all’Ufficio delle Entrate Direzione Provinciale I di Roma Ufficio Territoriale di Roma 2 Aurelio Prot. n. 6026 Serie 3 in data 16/10/2017